Luoghi da visitare

Cose visitare di storico a Civita di Bagnoreggio

Civita di Bagnoregio è la frazione più conosciuta del comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo.

 

POSIZIONE GEOGRAFICA

 

Il Borgo, uno dei più belli d’ Italia,al confine tra Umbria e Lazio, tra il Lago di Bolsena e la Valle del Tevere, sorge su di un promontorio tufaceo abbracciato da due torrenti , il Rio Chiaro ed il Rio Torbido, il cui scorrere ha portato all’erosione del promontorio ed al progressivo consumarsi del piccolo borgo tanto da definirlo la ” Città che muore”.

 

COME ARRIVARE

 

Il Borgo sembra essere un’ isola sospesa nel vuoto, alla quale si arriva solo attraversando a piedi un lungo ponte che sovrasta l’affascinante valle dei Calanchi e che conduce al centro storico oltrepassando l’unica porta, Porta Santa Maria, rimasta tra quelle originariamente presenti.

 

COSA VEDERE

 

Prima di iniziare il lungo ponte che conduce al borgo, si fa sosta al belvedere di San Francesco Vecchio ammirando un paesaggio incantato.

Dallo stesso belvedere si accede ad una grotta, antica tomba etrusca, chiamata Grotta di San Bonaventura.

Qui si pensa che, Giovanni Fidanza allora bambino, venne guarito da una malattia mortale da San Francesco durante un suo soggiorno a Civita di Bagnoreggio e che come l’ebbe guarito il santo in latino gli disse Bona Ventura in relazione all’esito favorevole .

Superato il lungo ponte, si arriva a Porta Santa Maria, composta da un arco, sormontato da una loggetta e ai lati due bassorilievi raffiguranti due leoni che tengono tra gli artigli una testa umana (simbolo della vittoria degli abitanti sugli oppressori orvietani Monaldeschi).

Oltrepassata la porta , troviamo Piazza San Donato,in terra battuta, con la Chiesa di San Donato di stile romanico, al cui interno è custodito un prezioso Crocifisso ligneo portato in processione, ogni anno, il venerdì Santo.

Sulla stessa piazza , a giugno e settembre, si svolge il simpatico Palio della Tonna dove i fantini ,in groppa ad asini, si sfidano in una corsa ad anello.

Si affaccia qui anche, il Palazzo Alemanni, al cui interno alloggia il Museo Geologico e delle Frane che ha, come tema principale il dissesto idrogeologico che interessa Civita.

Vicino alla chiesa troviamo poi, l’ex palazzo comunale con la sua loggia, palazzo di Giustizia con le sue prigioni, i resti del Palazzo Vescovile, un vecchio mulino ed un’edicola a testimoniare i resti della casa di San Bonaventura.

Tra i vicoli del borgo, si notano caratteristiche case basse in tufo ed in una di queste, anzi nelle sue grotte, si trova l’Antica Civitas, un piccolo museo privato dove troviamo antichi attrezzi contadini, un’antica camera da letto, un torchio per l’olio e depositi per olio e salumi.

Suggestivo è il Bucaione, un tunnel che consente l’accesso dal paese alla Valle dei Calanchi.

Dal Belvedere di Peppone e Maria,un balcone privato,si ci affaccia sul vuoto e lo sguardo è rapito dalla Valle dei Calanchi.

Questo è un paesaggio suggestivo dove si notano diverse stratificazioni , basamenti calcarei e argille sabbiose delle acque marine sono sovrastati da tufi, ceneri e lapilli eruttati dai vulcani Volsini.

Civita di Bagnoregio costruita sulla roccia è vittima della erosione della stessa ed è da qui che Bonaventura Tecchi creò la fiaba del Paese che muore.

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