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Il Piemonte: dove nasce il Fiume Po

Visitporiver - Regione PiemonteNasce in Piemonte, ai piedi del Monviso il fiume Po il più lungo e più importante d’Italia. Da qui sino alla foce,  il Po trascina insieme alle sue acque antiche storie, tradizioni e paesaggi mozzafiato.

Con i suoi 652 km di lunghezza attraversa quattro Regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia) e 13 province rivierasche (in Piemonte Cuneo, Torino, Vercelli, Alessandria), bagnando 183 comuni.

Il territorio piemontese è rappresentato per la maggior parte da zone montuose e collinari e solo per un terzo da aree pianeggianti. E’ proprio dalle Alpi che nascono la maggior parte dei 141 affluenti del Po, che fanno crescere e sviluppare il Grande Fiume fino a fargli raggiungere la superficie di 71.000 km2, un quarto del territorio nazionale.
Dalle terre delle confluenze dei fiumi nel Po nascono oasi e parchi considerati spesso riserve naturali per la quantità e qualità delle risorse che offrono in termini di fauna e flora. E’ il caso ad esempio della confluenza del Sesia e del Grana, del Tanaro o di Garzaia di Valenza , quest’ultima unica colonia piemontese di nidificazione dell’airone rosso. Per salvaguardare e valorizzare i territori della zona fluviale la Regione Piemonte nel 1900 ha istituito un Sistema di salvaguardia della Fascia Fluviale del Po, suddivisa nel tratto del Po cuneese, torinese e vercellese/alessandrino, a tutela dell’ecosistema fluviale. 
Dalla sorgente di Pian del Re dove nasce a circa 2000 metri di altitudine, il Po sbocca in pianura dopo appena una ventina di km nella zona di Revello, costeggiando i territori della città di Saluzzo.  A Torino il fiume, nonostante abbia fatto solo un breve tratto di strada, ha già una portata notevole che si attesta intorno ai 100 m3/s.
Torino è l’unica grande città attraversata dal Po, dove scorre sotto sei ponti attraversando anche l’ormai celeberrimo Parco del Valentino. Passata la capitale sabauda il Po si dirige verso le propaggini del Monferrato giungendo alla piana di Vercelli. Imperdibile se si viene in Piemonte una visita alle risaie del Vercellese e della Lomellina, quando la piana diventa una distesa allagata, suddivisa in tanti quadri da piccole stradine.
Dalla confluenza del Tanaro prima e del Ticino dopo, il Po comincia ad avere dimensioni consistenti. Ma siamo in terre lombarde, a sud di Pavia e di qui in poi il Po diventa navigabile, sino alla foce.

Il tragitto che il Po compie attraverso borghi, risaie e paludi non è semplicemente uno scorrere d’acqua. Il 40% del PIL del nostro Paese viene prodotto nel bacino del fiume. Il Po è natura e città, tradizione e futuro, è fonte inesauribile di risorse produttive, testimonianza delle storie che hanno unito l’uomo al fiume in maniera indissolubile.

 

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